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La particolare ubicazione del parco, che scende sino alle più remote profondità del baratro per poi risalirne, i numerosi sentieri che vi serpeggiano immersi in una rigogliosa vegetazione, le varie rampe di scale di collegamento tra i terrazzamenti, le grotte, il terreno a tratti roccioso e scivoloso, rendono impegnativa la visita di Villa Gregoriana. Per affrontarla nel migliore dei modi occorre munirsi di comode scarpe sportive aventi una suola di gomma che garantisce meglio l’adesione al suolo ed evita scivoloni. Pericoloso è poi sporgersi troppo dai parapetti (siano essi in muratura o in legno); i bambini debbono essere sempre tenuti d’occhio dai genitori proprio per scongiurare il verificarsi di tragiche cadute o il lancio da parte loro di sassi, diretti nei sottostanti sentieri o nelle radure, ma che invece potrebbero ferire i visitatori che vi stanno transitando.
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Scorcio della Villa |
E’ utile portarsi dietro una bottiglia d’acqua per dissetarsi se si suda molto. Vista la durata della visita (ca. 90 minuti), è necessario sapere che i servizi igienici si trovano solo presso i due ingressi/uscite di Piazza Massimo e di Piazza Tempio di Vesta. Chi si sentisse male o si trovasse in situazione di emergenza può rivolgersi ad uno dei tre punti SOS situati lungo l’itinerario principale. La natura va rispettata e salvaguardata per cui è necessario osservarla con ammirazione senza strappare rametti ed infiorescenze da portare a casa come souvenir.
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Percorrendo le gallerie evitare con la testa le sporgenze rocciose; tenere a guinzaglio i cani affinché non molestino i visitatori e, come la legge ed anche la buona educazione impongono, munirsi del materiale necessario per raccogliere eventuali loro escrementi.
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